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Paragrafo 4 . Contrasti sociali, riforme  ed espansionismo.

     
Il  bipartitismo  tipico del sistema politico statunitense  era  ormai
consolidato.  Il  partito repubblicano, che  rimase  al  potere  quasi
ininterrottamente sino al 1912, esprimeva gli interessi  della  grande
industria,  ma  incontrava un certo favore anche presso  la  borghesia
urbana  e  gli  agricoltori degli stati nord-occidentali;  il  partito
democratico  riscuoteva consensi soprattutto negli stati agricoli  del
Sud,  ma  contava  adesioni  anche da  parte  di  alcuni  imprenditori
settentrionali e degli strati popolari pi disagiati.
     Le   varie   questioni  economico-sociali  causate   dall'intenso
sviluppo industriale determinarono la formazione di un vasto movimento
operaio.  Nel  1886 fu fondata l'American Federation of  Labor  (AFL),
che, guidata da Samuel Gompers, nel 1900 contava gi 900.000 iscritti;
non  aveva  una  precisa  identit politica,  accettava  pienamente  i
rapporti  economico-sociali tipici del capitalismo e  i  valori  della
societ  borghese  e  mirava  soprattutto  ad  ottenere  miglioramenti
salariali  e  delle condizioni di lavoro per gli operai qualificati  e
bianchi.  Influenzati  dal sindacalismo rivoluzionario  europeo  erano
invece  gli  Industrial  Workers  of the  World  (IWW),  un  movimento
sindacale  rivoluzionario fondato nel 1905 e  formato  soprattutto  da
lavoratori  non  qualificati  e immigrati,  che  fu  oggetto  di  dura
repressione.
     La   netta  chiusura  degli  imprenditori  nei  confronti   delle
rivendicazioni  operaie provoc una situazione  di  grave  e  costante
conflittualit. Un primo grande sciopero fu attuato dai ferrovieri nel
1877.  Nei primi giorni del maggio 1886, le manifestazioni indette  in
tutto il paese a sostegno della richiesta della giornata lavorativa di
otto  ore  si  svolsero in un clima di grande tensione; a  Chicago  un
comizio  si concluse con sanguinosi scontri tra operai e polizia,  cui
segu la condanna e l'impiccagione di otto sindacalisti. Gli imponenti
scioperi  del  1892 alle acciaierie Carnegie e quelli  del  1896  alle
officine  ferroviarie Pullman furono soffocati dalla guardia nazionale
e dall'esercito.
     Un  vasto  movimento  di  protesta si diffuse  anche  presso  gli
agricoltori  degli stati occidentali e meridionali, le cui  condizioni
erano peggiorate a causa di vari fattori. La crisi di sovrapproduzione
degli  anni  Settanta  e  Ottanta aveva fatto crollare  i  prezzi  dei
prodotti agricoli; la necessit di introdurre miglioramenti nei modi e
nei  mezzi  di produzione aveva costretto molti a indebitarsi  con  le
banche; le compagnie ferroviarie imponevano tariffe assai elevate  per
il   trasporto   delle   merci;  le  grandi   imprese   addette   alla
trasformazione e alla distribuzione, operando in regime di  monopolio,
detenevano il controllo del mercato. Il dilagare del malcontento port
alla  fondazione,  nel 1892, del partito populista, i  cui  principali
obiettivi erano: l'adozione di misure a sostegno dell'agricoltura,  la
limitazione  del potere dei grandi monopoli, la nazionalizzazione  dei
trasporti,  una  maggiore equit fiscale e una  democratizzazione  del
sistema politico. Il successo dei populisti fu rapido e ampio, ma dur
poco.
     Alquanto  breve fu anche la vita del Socialist Party of  America,
fondato  nel  1901,  che  non attecch presso le  classi  lavoratrici,
legate in gran parte
     
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     alla  AFL,  che  dava  assoluta  priorit  all'azione  economico-
sindacale rispetto a quella politica.
     Maggiore  successo  ebbero invece, nel corso dei  primi  quindici
anni  del Novecento, i cosiddetti "progressisti"; appartenenti in gran
parte  alla  classe dirigente repubblicana, essi non  contestavano  la
societ  capitalistica,  ma  intendevano  correggerne  le  distorsioni
causate  dal  suo incontrollato sviluppo, attraverso riforme  volte  a
ridurre il potere dei monopoli, eliminare la corruzione amministrativa
e realizzare una maggiore giustizia sociale.
     Il  riformismo progressista ebbe una prima concreta  applicazione
con  il repubblicano Theodore Roosevelt, presidente dal 1901 al  1908,
che adott misure antitrust, avvi una legislazione sociale e promosse
l'intervento dello stato nel sistema economico. Con il suo successore,
il  repubblicano William Howard Taft, l'attivit riformatrice sub  un
rallentamento  ed  emersero  contrasti  all'interno  del  partito  tra
conservatori e progressisti, che si presentarono divisi alle  elezioni
presidenziali  del 1912, vinte dal democratico Thomas Woodrow  Wilson.
Questi  riprese  con  maggiore decisione la lotta contro  i  monopoli,
attu una pi incisiva legislazione sociale e attenu notevolmente  il
protezionismo doganale.
     In  politica  estera,  a partire dalla fine  dell'Ottocento,  gli
Stati   Uniti   avviarono   un   programma  espansionistico,   diretto
principalmente  verso l'America latina, il Pacifico e  l'Oriente,  che
aveva  come  obiettivo non tanto la conquista territoriale quanto  una
colonializzazione   di   tipo  economico,   fondata   sul   predominio
finanziario  e  commerciale  e  sulla subordinazione  politica.  Tappe
principali  di tale espansionismo furono: la guerra contro la  Spagna,
con la quale gli Stati Uniti acquisirono Portorico, le Filippine e  il
controllo  su  Cuba; l'annessione delle Hawaii, di Guam e  di  diversi
arcipelaghi polinesiani; l'intervento in Cina, prima per sostenere  la
politica  delle  "porte  aperte" e poi per reprimere  la  rivolta  dei
boxers;  le  iniziative  ai  danni  della  Colombia,  per  imporre  il
controllo  sul canale di Panama. Deciso sostenitore dell'espansionismo
statunitense  fu il presidente Roosevelt, fautore della  politica  del
big  stick (grosso bastone), basata sull'uso della pressione economica
e  della minaccia di intervento armato, quali strumenti essenziali per
la difesa degli interessi americani nel mondo.
